L’intervento di Raffaele Piemontese, Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia, nel numero 3 di “Capitanata Democratica”.
Ripartire dalla Puglia, oggi, significa prima di tutto ripartire dalle persone.
Dalla competenza diffusa che questa regione esprime ogni giorno, spesso lontano dai riflettori: amministratori locali, mondo delle associazioni, della cultura e delle professioni, sistema economico e produttivo, comunità ecclesiali. È da questa classe dirigente ampia e plurale che nasce il programma per “Tutta la Puglia” che orienterà il nostro lavoro guidato da Antonio Decaro e anche le deleghe che mi sono state affidate, integrati dagli spunti che proverranno dal confronto con il nuovo Consiglio regionale e dalle sollecitazioni quotidiane.
Infrastrutture e mobilità sono un servizio pubblico essenziale che incide sulla qualità della vita, sul diritto allo studio, sul lavoro, sull’accesso ai servizi e sulla coesione territoriale.
La pianificazione della mobilità regionale parte da qui: dall’idea che la Puglia debba essere connessa in modo più equo, riducendo le distanze tra città e aree interne, tra costa ed entroterra. Territori come il Gargano e i Monti Dauni raccontano bene questa sfida: se la mobilità funziona lì, allora funziona davvero per tutti. Il Piano Triennale del Trasporto Pubblico Locale rafforza questa visione, puntando sull’integrazione tra ferro e gomma, sulla regolarità dei servizi e su una maggiore attenzione ai bisogni quotidiani di studenti e pendolari. Mobilità sostenibile e intermodalità significano un solo sistema di trasporto, con orari coordinati, biglietti integrati, informazioni chiare. Significano anche investire sulla sicurezza stradale e sulla mobilità scolastica e universitaria, perché muoversi non sia un ostacolo ma un diritto.
Le infrastrutture per la mobilità, la logistica e il trasporto delle merci sono una leva decisiva per lo sviluppo economico. Il Tavoliere, con il suo peso agricolo e agroindustriale, è un esempio evidente di quanto sia necessario collegare meglio produzione, trasformazione e mercati. Porti, retroporti, ferrovie e reti stradali devono dialogare tra loro: penso, ad esempio, al ruolo che Manfredonia e l’area industriale di Foggia Incoronata potranno svolgere all’interno di una strategia regionale sulla portualità, legata alla logistica, all’industria e alla blue economy. Anche il sistema aeroportuale va letto in questa chiave: una rete regionale integrata, capace di garantire accessibilità ai territori e connessioni efficaci, tenendo insieme crescita, equilibrio e sostenibilità delle infrastrutture. Accanto a tutto questo, c’è un tema che attraversa ogni politica infrastrutturale: l’acqua. Le risorse idriche e l’autorità idraulica sono una priorità assoluta, soprattutto in aree come il Tavoliere, dove l’acqua è una questione di sicurezza, sviluppo e giustizia territoriale.
Gli accordi interregionali, la manutenzione delle reti e la resilienza degli invasi sono scelte strategiche, non emergenziali.
Lo stesso vale per la difesa del suolo e il rischio sismico. Nei Monti Dauni, come in molte altre zone fragili della Puglia, prevenzione e manutenzione sono la vera infrastruttura di sicurezza. Qui la Regione può fare la differenza affiancando i Comuni, rafforzando la pianificazione e utilizzando in modo efficace le risorse nazionali ed europee. In questo percorso, il Partito Democratico continua a rappresentare un’infrastruttura civile e politica fondamentale: una rete radicata, diffusa, capace di tenere insieme territori diversi e una visione nazionale ed europea.
È dentro questo sistema di valori e relazioni che intendiamo fare politica: non calando soluzioni dall’alto, ma costruendole insieme a una Puglia che ha già dimostrato di saper pensare e governare il proprio futuro.
