Capitanata democratica 3, segretario d’Arienzo: “Una bussola e un metodo: visione e concretezza democratica”

L’editoriale del Segretario provinciale del Pd, Pierpaolo d’Arienzo, nel numero 3 di “Capitanata Democratica”.

Capitanata democratica nasce per tenere insieme due cose che non possiamo più separare: la visione e la concretezza. La prima è la bussola, la seconda è la misura con cui i cittadini giudicano la politica. In questo numero di gennaio proviamo a fare entrambe: raccontare dove vogliamo andare e, soprattutto, cosa stiamo già mettendo in moto per arrivarci.

La Puglia ha aperto una nuova stagione di governo con la Giunta presentata il 16 gennaio dal Presidente Antonio Decaro: una squadra chiamata a lavorare “per tutta la Puglia”, senza campanili e senza aree di serie A e serie B. È un messaggio che riguarda direttamente la Capitanata: se la coesione territoriale è un impegno vero, allora deve tradursi in servizi, tempi certi, opere utili, diritti esigibili.

Dentro questa prospettiva, per il nostro territorio è un segnale importante la nomina di Raffaele Piemontese ad Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità. Le deleghe che gli sono state affidate non sono titoli: sono la quotidianità di chi studia, lavora, si cura, vive tra Gargano, Tavoliere e Monti Dauni.

Parliamo di trasporto pubblico locale, sicurezza stradale, intermodalità, lavori pubblici, risorse idriche, porti e aeroporti: parole che hanno senso solo se diventano risultati misurabili. Per questo saremo al fianco dell’assessore con spirito di servizio e con la stessa pretese che abbiamo verso noi stessi: trasformare scelte e risorse in cambiamenti concreti.

La concretezza, in Capitanata, significa anche una cosa molto semplice: sbloccare ciò che è fermo. In Provincia abbiamo scelto responsabilità e utilità pubblica, mettendo fine a uno stallo che non poteva più essere il nostro orizzonte. Lo diciamo senza giri di parole: non ci interessa lo scontro permanente, ci interessano cantieri, sicurezza e servizi. L’intesa raggiunta porta deleghe chiare, un metodo di lavoro fondato su apertura e condivisione e, soprattutto, un pacchetto di interventi che riguarda strade e scuole: 4,5 milioni sulla viabilità provinciale e circa 3 milioni sull’edilizia scolastica, con altri interventi in arrivo. È questo il punto: la politica è credibile quando produce atti, cronoprogrammi e lavori.

Accanto ai temi locali, questo numero mette al centro due partite che riguardano il futuro del Paese e delle aree interne. La prima è la Legge 131/2025 sulla montagna: una riforma che, dietro buone intenzioni dichiarate, rischia di colpire proprio il cuore delle comunità appenniniche, cambiando criteri e perimetri in modo da escludere territori che vivono già fragilità strutturali. Le aree interne non chiedono assistenza: chiedono giustizia territoriale, servizi e continuità di politiche.

La seconda è il referendum del 22 e 23 marzo: una scelta che chiama ciascuno di noi a difendere i pilastri dello Stato di diritto. Nelle pagine che seguono si spiegano, con chiarezza, le ragioni del NO: perché l’indipendenza della magistratura e l’equilibrio tra poteri non sono “tecnica”, sono garanzia per tutti; perché indebolire quei presìdi non migliora la giustizia, ma la espone al rischio di una deriva che non possiamo accettare.

Questo magazine, in fondo, è un patto: dire la verità su ciò che funziona e su ciò che non funziona, senza propaganda e senza alibi. 

E poi lavorare, ogni giorno, per ridurre distanze e disuguaglianze: tra costa ed entroterra, tra città e paesi, tra chi ha opportunità e chi è costretto ad andarsene. 

La Capitanata merita scelte coraggiose e serietà nell’azione amministrativa.

Noi continueremo a stare lì: dove la politica è utile, dove le decisioni diventano fatti, dove i risultati si possono verificare.

Buona lettura.

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