Nel settembre 2025 il Parlamento italiano ha approvato la Legge n. 131/2025 sulla montagna, proposta dal Ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli. Un provvedimento che, nelle sue premesse, dichiara l’intento di offrire risposte concrete alle esigenze dei Comuni montani attraverso incentivi fiscali, contributi per sanità e scuola, misure a favore dei giovani impegnati nello smart working e agevolazioni per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa nei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Interventi che, pur nei limiti delle risorse disponibili, potrebbero rappresentare un primo segnale positivo.
Il problema nasce però nel cuore della legge, nei criteri adottati per la classificazione dei Comuni montani. È qui che si consuma quella che Virgilio Caivano ha definito senza mezzi termini una vera e propria “calderonata”. Dei circa 4.000 Comuni riconosciuti come montani dalla Legge 97/1994, solo 2.844 superano i nuovi parametri. Una scelta che rischia di infliggere un colpo durissimo all’Appennino italiano, condannandolo a una marginalizzazione silenziosa e progressiva.
Non a caso, il primo decreto attuativo è stato bloccato dalle proteste partite dal basso, dalle comunità locali che vivono quotidianamente il disagio delle aree interne. I paradossi sono evidenti: Comuni come Biccari, Celenza o Monteverde vengono esclusi, così come realtà pienamente inserite in aree omogenee quali l’Irpinia, con effetti devastanti sull’intero sistema territoriale.
La Legge 131/2025 ignora una visione della montagna come sistema complesso, fatto di identità, storia, relazioni sociali ed economiche, come riconosciuto dalla Costituzione. Ridurre tutto a un mero criterio altimetrico significa cancellare decenni di politiche di coesione e mettere a rischio anche quel poco di programmazione che il PNRR ha tentato di avviare.
Serve oggi una presa di posizione politica chiara e coraggiosa: le montagne italiane, alpine e appenniniche, non possono essere trattate come territori residuali, ma come comunità vive da tutelare e valorizzare.
di Pasquale Marchese
Sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Presidente Area Interna Monti Dauni
